Materiale per tesi sui neuroni specchio

Salve, io sono una laureanda in logopedia. Vorrei impostare la mia tesi sui neuroni specchio collegati con il linguaggio. Avete qualche idea originale da propormi? Inoltre vorrei che la tesi fosse sperimentale. Vi prego aiutatemi! (Roberta)

Ciao Roberta,
hai deciso di affrontare per la tua tesi di laurea un argomento molto interessante! La scoperta dei neuroni specchio, è stata una volta tanto, un risultato made in Italy: un gruppo di neuro scienziati di Parma, sotto la supervisione di Giacomo Rizzolatti, alla fine degli anni ottanta hanno scoperto che vi sono alcuni neuroni del nostro cervello che si attivano sia nell’esecuzione di un atto motorio, sia quando il soggetto (nel caso degli esperimenti condotti dal gruppo di Parma, delle scimmie) osservava qualcun altro compiere un movimento. Questa scoperta è stata una pietra miliare nelle neuroscienze per un duplice motivo. In primo luogo perché prima di allora si riteneva che anatomicamente le funzioni dell’elaborazione della percezione e del movimento fossero sotto il controllo di zone ben distinte del cervello, con gruppi neuronali specifici per queste due operazioni (la prima, percettiva, consiste nell’elaborare i segnali in entrata, la seconda nel coordinare il movimento quindi i segnali in uscita). Secondariamente perché questa osservazione ha dato luogo all’ipotesi che siano alla base del meccanismo dell’imitazione e della comprensione del comportamento dell’altro. Gli studiosi ritengono che i neuroni specchio siano la conferma anatomica della capacità empatica delle persone, attivandosi quando comprendiamo profondamente il comportamento altrui.
Dai primi studi sui primati, sono stati condotte molte altre ricerche anche sull’uomo, che hanno evidenziato la presenza, oltre che nelle aree motorie e nella corteccia parietale inferiore, anche nell’area di Broca. Questo conduce a ipotizzare un ruolo fondamentale di questi neuroni nell’apprendimento del linguaggio, non solo costituendo il prerequisito neurale e motorio dell’articolazione del linguaggio gestuale e verbale umano, ma avrebbero un ruolo determinante nel riconoscimento degli stati emotivi che sono alla base delle esperienze soggettive e sociali.
Molti gli studi che hanno evidenziato una correlazione tra il disturbo autistico e il mal funzionamento dei neuroni specchio. Tali studi aiutano a capire perché le persone autistiche non capiscono il significato dei gesti e delle azioni altrui. Questi studi hanno aperto nuove possibilità riguardo gli interventi riabilitativi di questa patologia.

Perché non approfondire proprio l’autismo e il tipo di intervento logopedico più idoneo in considerazione del deficit dei neuroni specchio?
A questo proposito puoi trovare molti approfondimenti su Tesionline, in particolare:
- la tesi di Valentina Lupo Autismo e Neuroni Specchio si occupa proprio di delineare in modo preciso la correlazione tra il disturbo autistico e il funzionamento deficitario dei neuroni specchio.-
- la tesi di Angela Riverano Autismo e neuroni mirror per inquadrare nello specifico il problema del linguaggio nei bambini autistici
- la tesi di Liviana Jatta Il ruolo della logopedia nella riabilitazione del bambino autistico per avere delle indicazioni più specifiche sui trattamenti specifici da attuare in caso di autismo.
Ti consiglio inoltre i seguenti testi per inquadrare gli aspetti teorici dei neuroni specchio:
G. Rizzolatti, “So quel che fai”, Raffaello Cortina Editore, 2006
M. Iacoboni, “I neuroni a specchio – come capiamo ciò che fanno gli altri” Bollati Boringhieri, Torino (2008)
G. Rizzolatti, L. Vozza, “Nella mente degli altri – neuroni specchio e comportamento sociale” Zanichelli, Bologna (2008)
Sperando di esserti stata utile, ti saluto cordialmente e spero di vedere presto pubblicata la tua tesi su Tesionline!

di Mariolina Gaggianesi [Leggi i suoi articoli »]

Approfondimenti

  • Input linguistici e mappe cerebrali

    Secondo una ricerca (1) del 2008, condotta da Marco Tettamanti (neuroscienziato presso l’Istituto Scientifico San Raffaele di Milano, l’Istituto Nazionale di Neuroscienze di Torino, e l’Istituto di Bioimaging Molecolare e di Fisologia al CNR di Segrate, Milano) e Marta Ghio (Università Vita-Salute San Raffaele, Milano), l’input linguistico verrebbe ‘smistato’ in differenti aree cerebrali a secondo...»

  • La riscoperta della mente

    Condizioni biologiche: cervello e corpo

    Ecco la questione a cui dobbiamo dare risposta: la presenza di un cervello basta per possedere una mente?
    Gli studi dei neuroscienziati sul nostro encefalo sono mirabili per impegno e invidiabili per i risultati conseguiti, ma non sono convinto che essi possano dare una risposta definitiva al problema della mente e della coscienza e quindi non credo che per...»

  • I Cervelli in vasca di Putnam

    La natura dei soggetti pensanti è in grado di determinare quali siano le affermazioni, che avanzano una qualche pretesa conoscitiva, che essi possono pensare.
    Vero è che un’ epistemologia di questo tipo implica una teoria causale della percezione, la quale sostiene che gli oggetti che percepiamo trascinano con sé intere catene di eventi che, inclusa nel loro insieme la stimolazione dei nostri...»

  • Io, sé e cervello

    Introduzione
    In questo articolo proporremo un'analisi basata sul caso clinico presentatosi a Oliver Sacks, il caso della disincarnata (1).
    Il nostro obiettivo sarà quello di dimostrare come da questo caso emerga una nuova possibile concezione del sé non più ancorata agli ormai vecchi, per quanto utili, concetti fisicalisti, bensì alla possibilità di mettere in relazione il paziente e più generalmente...»

Condividi questa pagina