Anna Freud

Lo studio dei meccanismi di difesa

Figlia di Sigmund Freud, (1895, 1982), il grande merito di Anna Freud, fu quello di dare il via ad un nuovo orientamento della psicoanalis per quanto riguarda lo studio dei meccanismi di difesa. L’autrice mise in rilievo l’importanza dell’Io, che era stato messo da parte fino a quel momento, in quanto tutta l’attenzione veniva assegnata all’inconscio e all’Es, anche se S. Freud ne riconobbe l’importanza nell’opera L’Io e L’Es (1924).
In un’epoca, in cui tutto l’interesse era diretto al profondo e chi si occupava della superficie era considerato un ‘eretico’ della psicoanalisi ortodossa, Anna Freud riuscì, con le sue idee, a dare una grande svolta.
Infatti, se ègiusto sostenere che, la scoperta dell’inconscio rappresenta un passo in avanti per la nascita della psicoanalisi, è altrettanto esatto sostenere che la riscoperta dell’importanza dell’Io contribuì alla crescita della psicoanalisi.
Il divenire dell’Io un oggetto di studio privilegiato condusse sia alla nascita della psicologia dell’Io, che all’incremento dell’interesse per le funzioni dell’Io, e di conseguenza per i meccanismi di difesa.
Anna Freud, espose la teoria dei meccanismi di difesa che si era sviluppata sino a quel momento in L’Io e i meccanismi di difesa (1936).
In questa teorizzazione rivaluta e rielabora alcuni concetti trattati dal padre e li arricchisce tramite i risultati delle proprie ricerche empiriche.
Un’importante base teorica affrontata in quest’opera è la trattazione della triplice origine che può avere l’angoscia. Anna Freud riconosce: angoscia del reale, angoscia del super-io e angoscia degli istinti.
In questo scritto espone l’idea che i meccanismi compaiono a seguito della differenziazione dell’Io, dal mondo e dalle altre istanze.
Ella, afferma che non esiste rimozione prima della differenziazione tra l’Io e l’Es, o sublimazione prima della formazione del Super-Io, parimente, proiezione e introiezione compaiono con la differenziazione tra l’Io e il mondo esterno.
Inoltre, nella sua opera, tramite casi clinici espone alcuni meccanismi di difesa. Non vi è ancora, però, una vera e propria descrizione o enumerazione dei meccanismi di difesa.
In seguito, Anna Freud, s’impegnò molto anche per la classificazione e la differenziazione dei meccanismi di difesa, e il suo lavoro culminò con la stesura de Indice Hampsteat (Freud, A. 1965).
Questo Indice non è più utilizzato nella pratica clinica, ma rimane un importante esempio di sistematizzazione dei lavori empirici. Il patrimonio lasciato da Anna Freud e dai suoi studi empirici fanno da radice e da impulso primo per quelli che oggi sono i più importanti campi di studio sull’argomento.

di Silvia Abbate [Visita la sua tesi »]

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