Elementi del dibattito sulla falsificabilità della teoria freudiana

La psicologia è una scienza contemporaneamente antica e nuova. Antica perché da sempre l'uomo è affascinato dalla conoscenza di sé (come rivela il monito inciso sul tempio di Delfi "Conosci te stesso"); nuova perchè si è costituita in forma scientifica negli ultimi due secoli, prendendo le mosse dalle teorie di Freud. E molte sono state le critiche e le obiezioni dalla quale la psicoanalisi si è dovuta difendersi, proprio nel suo costituirsi scienza a tutti gli effetti.
In particolare, come esposto nella tesi di Marco Boria, Popper solleva obiezioni alla psicoanalisi come scienza in quanto non falsificabile. L'infalsificabilità della teoria freudiana viene obiettata da Grünbaum, che smontando la posizione di Popper si focalizza sul tema dell'induttivismo.
Scrive l'autore:

"Va anzitutto precisato che Grünbaum non intende assumere le vesti di difensore della teoria psicoanalitica, alla quale rivolge anzi critiche assai severe, bensì dell’induttivismo. Il suo bersaglio polemico è, in particolare, l’affermazione di Popper secondo cui l’induttivismo sarebbe incapace di fornire un criterio di demarcazione adeguato, qual è, invece, quello fondato sulla falsificabilità.(...)
Grünbaum non si limita a tentare di smentire il giudizio formulato da Popper, ma cerca di mostrare, a sua volta, come l’induttivismo evidenzi importanti limiti della teoria psicoanalitica, che sfuggono invece all’indagine condotta dal falsificazionista. Dunque, una volta mostrato come la teoria freudiana, sottoposta ad un esame più attento e meticoloso di quello condotto da Popper, si riveli falsificabile, Grünbaum passa a rovesciare, in modo perfettamente speculare, le argomentazioni da questi addotte a sostegno della superiorità del falsificazionismo sull’induttivismo. Mentre la psicoanalisi supera a pieni voti l’esame condotto in base al criterio di demarcazione proposto da Popper, l’induttivismo fornisce gli strumenti necessari a metterne in luce difetti e manchevolezze.


L'autore segue attentamente il dibattito tra i due studiosi e ne trae interessanti spunti di riflessione che lo portano ad affermare:

Chiedersi se la teoria di Freud sia falsificabile o se soddisfi i canoni dell’induttivismo significa porsi un interrogativo inutile e inappropriato, ovvero giudicarla da un punto di vista dal quale è impossibile coglierne le peculiarità. La teoria psicoanalitica mira a fornire degli strumenti per dare un senso a eventi che paiono non averne alcuno, tende a rischiarare delle zone d’ombra tramite lo strumento dell’interpretazione, e si colloca perciò in un’area differente da quella occupata dalle teorie scientifiche.(...)
Eppure la struttura della sua teoria resta sufficientemente solida da costituire un banco di prova estremamente impegnativo per le teorie dei filosofi della scienza. Trovo che Grünbaum abbia perfettamente ragione nel ritenere che la teoria di Freud si presti ad essere assunta quale terreno di confronto fra teorie epistemologiche.
Ciò proprio in quanto si tratta di una teoria liminare, ovvero di una teoria che, pur presentando caratteristiche assolutamente peculiari, vuole inserirsi nel solco della tradizione scientifica ortodossa e fonda questa sua pretesa in modo sufficientemente solido da meritare perlomeno un attento esame.

Elementi del dibattito sulla falsificabilità della teoria freudiana

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