Dialogo tra psicoanalisi e neuroscienze

Un'ipotesi sul lavoro del sogno

Chiara Merighi nella sua tesi di laurea si propone di trovare un punto di incontro e di relazione tra le teorizzazioni psicoanalitiche sul sogno e le successive scoperte delle neuroscienze, relativamente al ruolo di inconscio e coscienza.
Freud viene considerato come l'anello di congiunzione tra le antiche pratiche di oniromanzia e il successivo approccio scientifico al sogno, avendo ridato dignità a un argomento snobbato dagli ambienti scientifici di fine '800. Scrive l'autrice:
Sigmund Freud giunse nel 1895 alla decisione di iniziare la sua autoanalisi. Punto di partenza fu il sogno dell'iniezione di Irma, a cui spesso si fa risalire la nascita della stessa disciplina psicoanalitica, sogno che apparve a Freud nella notte del 23 luglio 1895.
Dall'analisi approfondita del testo onirico, emerse in Freud la convinzione che tutti i sogni posseggono un significato, raggiungibile anche per mezzo dell'autoanalisi, a patto che si utilizzi una sequenza di libere associazioni che conduca al desiderio che in esso si cela."


Successivamente a Freud, fu Bion a proseguire il discorso sul sogno:
il sogno si fa creazione, trasformazione, lavoro complesso di risintesi e alfabetizzazione. Il sogno è qualcosa che va al di là di una mera rappresentazione scenica, e si insinua nella luce del giorno, nelle fantasie a
occhi aperti: non si smette mai di sognare, poiché il sogno coincide con il pensiero elaborativo inconscio, presente al di là della sua coscienza.


L'autrice conclude con un quadro di ipotesi che è quello di un sogno vivo e vissuto, necessario alla nostra esistenza poiché assolve a compiti fondamentali di valutazione, integrazione ed elaborazione di informazioni
che giungono sia dal mondo circostante, sia dal nostro mondo interno, in continua trasformazione. Per dirla con Bion, non smettiamo mai di sognare, poiché sognare è un'attività necessaria alla nostra mente (e al nostro
cervello) per vivere. La vida es sueño, diceva in una sua opera Pedro Caldéron de la Barca, ed è così se pensiamo al sogno come il pensiero inconscio, l'attività che si svolge al di là della coscienza e che permette che
si possa giungere alla narrazione di una propria storia, in cui gli elementi vissuti sono intrecciati al qui e ora, e in cui le emozioni diventano il motoreprimo della nostra vita.

Dialogo tra psicoanalisi e neuroscienze. Un'ipotesi sul lavoro del sogno.

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