Lo psicotango

La tango terapia

"Il tango non è maschio, è coppia: cinquanta per cento uomo e cinquanta per cento donna, anche se il passo più importante, il così detto "otto", che è come il cuore del tango, lo fa la donna. Nessuna danza popolare raggiunge lo stesso livello di comunicazione tra i corpi: emozione, energia, respirazione, abbraccio, palpitazione. Un circolo virtuoso che consente poi l'improvvisazione – Miguel Angel Zotto"

La danza tout court è la massima espressione della comunicazione non verbale. Il tango in particolare è un esercizio profondo di questa tipologia di comunicazione in cui le parole sono bandite e ci si affida al solo dialogo fra i corpi. I ballerini vivono questo dialogo creativo fatto di sensorialità, percezione e istinto, improvvisando il suo iter di volta in volta. Il mito dell’erotismo e della sensualità che lo accompagna non è in alcun modo fuorviante, anzi indica che la passione fra due persone si stabilisce su una connessione profonda che solo la comunicazione non verbale di tipo non logico permette bypassando tutte le sovrastrutture della razionalità e della formalità; l’incontro con l’altro diviene così totale.

L’abbraccio nel tango è fondamentale, è la creazione dello spazio in cui l’apertura all’altro diventa ascolto dell’energia carnale che promana dal centro corporeo della persona. Attraverso una postura che richiede quasi una sorta di spaccamento del corpo in due: il corpo è ad un tempo proiettato verso l’alto e teso verso il basso, il busto eretto e spavaldo è desideroso di farsi conoscere mostrando all’altro il proprio centro, le gambe allungate vogliono invece pennellare il pavimento in modi sempre nuovi. Ciò è evidenziato dal fatto che quasi ogni passo si esegue dissociando, la dissociazione è quella particolare postura che permette alle spalle, e alla struttura superiore, di guidare il movimento del bacino, e delle gambe, che si vedono così costrette a inseguirle, facendo cioè in modo che mentre le spalle sono già volte a destra, il bacino guarda ancora la parte opposta.

Queste spinte energetiche che caratterizzano la fisicità e il portamento del tango vanno prima dominate singolarmente attraverso un lavoro sulla struttura e la conoscenza profonda del proprio sé, in quanto nell’abbraccio non ci si appoggia all’altro, ma si crea con l’altro uno spazio paritario in cui interagire, benché tecnicamente è l’uomo a guidare, decidendo la sequenza dei passi e marcandola alla donna attraverso lo spostamento del proprio centro, e la donna a lasciarsi guidare comprendendo le marche dell’uomo e dirigendo il proprio apporto creativo in una sorta di tenzone amorosa; l’ascolto e la relativa gestione dello spazio e del movimento non è passivo, è ascolto partecipato, attivo: è, in una parola, connessione. La connessione è equilibrio delle forze in gioco e, sola, permette che i movimenti dei due corpi si fondino in un unico movimento, verso il raggiungimento di un corpo unico. Questa fusione è guidata dal fatto che si ascolta la stessa musica, lo stesso ritmo e va stimolata attraverso esercizi propedeutici mirati ad assumere il controllo di sé e la fiducia nell’altro, quali ad esempio il lavoro energetico/strutturale ad occhi chiusi: nella coppia a turno ci si benda, il soggetto bendato si lascerà completamente manipolare e stimolare dal soggetto non bendato, non opponendo alcuna resistenza muscolare ai movimenti che l’altro indurrà di volta in volta, fino ad annullare il blocco razionale e a riappropriarsi della sensazione pura.

Federico Trossero, docente in Argentina alla cattedra di Psichiatria e psicanalista, nel suo lavoro Tango Terapia del 2006 dà la seguente definizione
 della Tango-terapia o psicotango: "sistema integrato di strumenti del “ballo del tango” e della sua musica che, con l'intento di produrre vivenze (istanti vissuti intensamente nel presente) motivanti, ci avvicina alla conoscenza dello psichismo profondo, consentendo elaborazioni diagnostiche, terapeutiche e di ricerca". La tango-terapia viene dunque proposta da Trossero quale tecnica terapeutica catalizzatrice dello sviluppo personale, "quale metodo di esplorazione delle risorse personali e di potenziamento delle risorse e capacità di ogni persona, attraverso l'uso della metafora diagnostica per approdare a conclusioni e portare a termine l'azione terapeutica. Uno spazio di realizzazione e di creatività, di incontri umanizzati, densi di significati e soddisfazioni. Un luogo di scambi umani e di gioco. Di legami con senso e trascendenza, all’interno di una cornice singolare di vivenza estetica e creativa".

L’elaborazione estetico/sensoriale e la percezione, in uno con una sorta di cognitivismo cenestesico, sono dunque il fondamento teorico dell’utilizzo del tango in terapia.

di Mariafrancesca Moroni [Leggi la sua biografia »] [Visita la sua tesi »] [Leggi i suoi articoli »]

Tesi Correlate

  • Tango: "una possibilità infinita"

    Per approfondire i significati più profondi di questa seducente danza che suscita un grande impatto emotivo, si può leggere la tesi di Gaia Pisauro che ne esplora le radici, la storia, i risvolti psicologici e i significati sociali. Secondo l'autrice, il successo del tango va ricercato nella comunicazione emotiva profonda che la coppia di ballerini sperimenta e sa suscitare in chi guarda.»

Condividi questa pagina