Cinema e sogno: Inception e il sogno condiviso

Molti film hanno portato sullo schermo l'affascinante mondo dei sogni. Uno dei più recenti è Inception, scritto e diretto da Cristopher Nolan, la cui trama si svolge per la maggior parte all’interno di “sogni condivisi”, una sorta di realtà virtuale che collega più persone che si trovano all’interno del sogno di uno di loro.
Il film è essenzialmente un action movie di spionaggio, in cui i segreti da estrarre o da difendere sono sepolti nel subconscio ed i sogni sono l’unico mezzo per accedere a questo livello così profondo. Chi è detentore di importanti segreti o brevetti o strategie industriali è stato addestrato a riconoscere quando si è entrati a far parte di un sogno condiviso altrui, per cui l’unico modo per ingannarli è creare una serie di livelli di “sogno dentro il sogno” che faccia perdere la cognizione del proprio stato di veglia o di sonno.
Inception riprende alcuni temi che erano stati affrontati in altri grandi film di fantascienza del passato: il sogno condiviso somiglia molto alla realtà virtuale di Matrix, (A. e L. Wachowski, 1999) film nel quale spesso i due concetti si sovrappongono: “Hai mai fatto un sogno tanto realistico da sembrarti vero? E se da un sogno così non ti dovessi più svegliare? Come potresti distinguere il mondo dei sogni da quello della realtà?”; in Blade Runner (R. Scott, 1982) si parla della capacità di sognare degli androidi, che li renderebbe pressoché indistinguibili dagli esseri umani; il romanzo di Philip K. Dick da cui è ispirato il film si intitola infatti Do Androids Dream Of Electric Sheep? “Gli Androidi Sognano Pecore Elettriche?”. Nello svolgersi della trama, il sogno a occhi aperti del protagonista Rick Deckard può suggerire che sia egli stesso un androide.
Tornando ad Inception, Nolan parte da una serie di concezioni sul sogno che sono universali, riconosciute cioè da tutte le popolazioni, di qualsiasi cultura, razza e religione facciano parte; utilizzando ed incrociando queste “nozioni di base” ottiene una serie di conseguenze che gli permettono di costruire le “regole” che governano il mondo di Inception.
La prima concezione è che i sogni sembrano perfettamente reali finché stiamo dormendo, solamente quando ci svegliamo ci rendiamo conto che c'era qualcosa di strano; la seconda è che durante l’attività onirica, la nostra mente crea e percepisce il mondo “fittizio” simultaneamente, di continuo e senza interruzioni; la terza è che non ci si ricorda mai esattamente l’inizio di un sogno, ma ci si ritrova in mezzo a quello che sta succedendo; la quarta è che i tempi nel sogno appaiono dilatati, perché il cervello lavora in modo estremamente rapido per “generare” il sogno e renderlo “credibile” alla nostra mente.
Quindi per Nolan è possibile che i partecipanti al sogno condiviso si ritrovino in una determinata situazione senza ricordare quando e perché sono arrivati lì; ovviamente questa possibilità viene sfruttata in modo che chi “crea” il sogno possa deciderne confini, apparenza, regole e persone che ne prendono parte, per renderlo più “reale” possibile ed ingannare chi ne entra a far parte come “ospite”. Se poi si considera valido il principio secondo cui il cervello lavora febbrilmente durante l’attività onirica, si può accettare anche che sia possibile inserirsi nel mezzo di quel processo per manipolarlo a proprio vantaggio.
Uno dei concetti sviluppati da Nolan è che sia possibile “innestare” le idee durante i sogni, in modo da influenzare comportamenti e decisioni della persona che è stata sottoposta ad “innesto” (Inception in inglese). “Qual è il parassita più resistente? Un'idea. Una singola idea della mente umana può costruire città. Un'idea può trasformare il mondo e riscrivere tutte le regole. Ed è per questo che devo rubarla.”
Un’altra possibilità che Nolan espone, legata alla precedente, è che sia possibile “sognare di sognare di sognare”: nel primo sogno si fa in modo di far addormentare il soggetto, in modo che sogni nuovamente; questa operazione può venire ripetuta ancora una volta, creando un sogno “di terzo livello”, quello in cui avrà luogo l'innesto. Poiché il tempo durante i sogni scorre molto più lentamente, con tale struttura il tempo a disposizione per l'innesto si sarebbe dilatato in ogni livello, passando da poche ore a intere settimane.
Ovviamente però non tutto funziona alla perfezione per i protagonisti, che si ritrovano a dover lottare con le proiezioni del subconscio di uno di loro, impersonificate dalla moglie suicida di uno di loro o dal ricordo dei figlioletti abbandonati per cause di forza maggiore; così come accade in Matrix, anche in Inception esistono dei “sistemi di autodifesa”, perché i soggetti che sono portatori di segreti economicamente e strategicamente importanti sono stati addestrati a riconoscere di essere all’interno di un sogno, e scatenare così dei veri e propri “anticorpi” sottoforma di personaggi armati e militarizzati che hanno lo scopo di “uccidere” perlomeno nel sogno, gli intrusi.
Questo ulteriore aspetto deriva dal fatto che se si sogna di farsi male, o di morire, di solito ci si sveglia, percependo per alcuni istanti il dolore nella parte ferita durante il sogno. In Inception se si muore all’interno di un sogno ci si sveglia, ma se si muore in un sogno di terzo livello, ci si trova ad un livello troppo profondo, troppo vicino al subconscio e si rischia quindi di rimanere intrappolati in un limbo mentale, definito come “spazio onirico grezzo, solo puro infinito subconscio”.
Un'altra complicazione è data dal fatto che per far risvegliare la squadra, un membro del team rimane sempre sveglio in ogni livello per occuparsi del "calcio", ossia provocare negli altri, che invece dormono, una sensazione di caduta che permetta il risveglio dei dormienti: sincronizzando i vari calci con un segnale sonoro, la squadra è in grado di risalire i livelli fino a tornare alla realtà. Però basta poco per fare saltare i piani…
Inception ha ricevuto numerosi consensi dal pubblico, con incassi per 825 milioni di dollari in tutto il mondo, ma anche dalla critica ed ha vinto quattro premi Oscar; è senza dubbio un film complesso, ma che sa regalare grandi emozioni, non solo tramite l’azione, gli inseguimenti e le sparatorie, ma anche andando a ricercare all’interno del nostro cervello, del subconscio e nel mondo dei nostri sogni.

di Alessandro Rocchetti Bellinzoni [Leggi la sua biografia »] [Visita la sua tesi »]

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